Venezia, le cascate d’oro di Fabrizio Plessi

L'installazione di Fabrizio Plessi

Venezia è “L’età dell’oro”. E’ questo il titolo della mostra dell’artista italiano Fabrizio Plessi. La retrospettiva, ospitata al Museo Correr, è sinonimo di sapienza artigiana di indoratore, flusso digitale contemporaneo, tecnologia, tradizione e futuro.

Sono arrivato qui all’età di 14 anni dall’Emilia, questa città è diventata la grammatica del mio lavoro. Fluida, elastica e mobile ha inciso sul mio essere. Venezia non è una città ma uno stato d’animo fondamentale per la mia vita. Nelle cascate d’oro rivedo i grandi mosaici di Venezia che si liquefanno, sono un dialogo tra futuro e passato: la tecnologia dell’installazione davanti alla sacralità della Basilica di San Marco”.

Fabrizio Plessi

Piazza San Marco è il simbolo di una rinnovata sinfonia. L’artista celebra i suoi 80 anni con una nuova installazione che dialoga con i mosaici della Basilica di San Marco e le composizioni di Michael Nyman. Tra le cascate dorate digitali Plessi racchiude le parole “Pax Tibi”. Una locuzione latina che tradotta letteralmente significa “pace a te”. Sono le prime due parole della frase che compare nello stemma di Venezia su un libro che il leone di San Marco tiene aperto con una zampa (Pax tibi, Marce, evangelista meus).

Le finestre del Museo Correr, nel lato di Piazza San Marco opposto alla Basilica, sono la cornice di questa innovativa apparizione scenografica. Luminosa e sonora. Cascate d’oro digitali senza origine né fine di un potente e dirompente loop magmatico. Proprio al Correr, vent’anni fa, Plessi ha presentato “Waterfire”, in una piazza San Marco colpita dall’acqua alta. Con “L’età dell’Oro” il segnale che fa emergere si aumenta, è più forte di prima. Venezia, una città eterna e ferita, di eterna bellezza, diviene simbolo dello spirito di una resilienza “che noi italiani conosciamo bene”.

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