Site icon VeniceFineArt

GPaolo Macario a Venezia: la luce oltre il vetro di “Rifrazione”

Ci sono fotografie che scattiamo e dimentichiamo, altre che continuano a raccontarci qualcosa anche a distanza di tempo. A GPaolo (Gianpaolo Macario) è successo a Praga, davanti a un vetro antico che lasciava intravedere un edificio, deformandone le linee. Un’immagine insolita, abbastanza da fermarsi e fotografarla. E poi, un giorno, decidere di dipingerla. È nata così Rifrazione, l’opera che l’artista ha portato in questi giorni a Venezia, allo Spazio Berlendis. Un dipinto a olio realizzato interamente a spatola, nel quale la luce attraversa il vetro e restituisce un’architettura che sembra perdere i propri contorni.

Guardando l’opera, mi è venuto spontaneo pensare a Venezia e al suo rapporto secolare con il vetro. Non soltanto quello delle fornaci di Murano, ma anche quello delle vetrate artistiche rilegate a piombo, dove la luce contribuisce a trasformare colori e immagini. Un tema che l’artista aveva già affrontato lo scorso anno con un altro lavoro, GrandAngolo su di un’arte antica. Macario, però, non lavora il vetro: lo osserva e lo interpreta attraverso la pittura. Durante la nostra intervista mi racconta che ciò che lo affascina è proprio la libertà lasciata a chi guarda. Dietro quella superficie potrebbe esserci qualcosa di diverso da ciò che immaginiamo. E forse non è nemmeno necessario scoprirlo.

Il suo percorso artistico ha avuto una svolta inaspettata dopo i cinquant’anni, grazie a un regalo dei figli: una scatola di colori a olio che gli ha aperto nuove possibilità espressive. Fino ad allora aveva dipinto ad acquarello. Quel regalo lo spinse a sperimentare e a frequentare l’Atelier Crespi di Brera, a Milano, dove ancora oggi studia con il maestro Massimo Fontanini. Sono arrivati così oltre cinquanta dipinti, diversi tra loro per soggetti e tecniche. Quando gli chiedo se abbia trovato una propria identità artistica, mi parla dell’espressionismo, dell’importanza della luce e di una ricerca che considera ancora aperta.

Mi piace pensare che Rifrazione racconti anche questo: non sempre è necessario vedere tutto con chiarezza. A volte basta cambiare il punto di osservazione per scoprire qualcosa di nuovo. L’opera è presentata nell’ambito di “Las Invisibles”, Padiglione Nazionale del Guatemala, a cura di Stefania Pieralice, nel contesto della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, presso lo Spazio Berlendis, Cannaregio 6301, Venezia, fino a venerdì 6 novembre 2026, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.45). Ingresso gratuito.

VeniceFineArt è un progetto editoriale indipendente dedicato all’arte e alla cultura. Questo racconto e i video che lo accompagnano sono stati realizzati nell’ambito di una collaborazione professionale con l’artista.

Exit mobile version