Cornici protagoniste a Ca’ d’Oro

Entro a Ca’ d’Oro sfoggiando le mie ultime creazioni. Sono orecchini dedicati alla laguna. Piccoli cerchi in resina che catturano la luce come gocce d’acqua sospese. Non avevo idea che le vere regine della serata fossero proprio loro, le cornici. Silenziose per troppi anni, oggi hanno deciso di prendersi tutta la scena. E lì ho scoperto che non ero l’unica con l’aria da protagonista. La mostra Cornici Franchetti, aperta fino al 9 novembre, trasforma questi oggetti silenziosi in: vere star. Diciotto pezzi restaurati e tirati fuori dai depositi si presentano come gioielli antichi pronti a una nuova rinascita.

Il risultato è un percorso che attraversa secoli di storia e che restituisce la sensibilità del barone Giorgio Franchetti e la cura di chi ha voluto riportare alla vita questa collezione. È un’anteprima di quello che sarà il grande restauro della Ca’ d’Oro. I lavori sono previsti fino al 2027, un museo che cambia volto e che, intanto, regala al pubblico una sorpresa inaspettata. E poco più in là, quasi a fare da chaperone a questo spettacolo, c’è il San Sebastiano di Andrea Mantegna. Un dipinto drammatico. Conservato nella piccola “cappella” in marmo creata da Franchetti, accoglie i visitatori con tutta la sua intensità.

E come ogni storia veneziana, non poteva mancare il colpo di scena. Durante la Mostra del Cinema, persino Jude Law ha fatto capolino al laboratorio di restauro della Ca’ d’Oro. Cornici antiche, orecchini lagunari e un attore hollywoodiano nello stesso racconto. A Venezia succede così: i dettagli, quelli veri, finiscono sempre per rubare la scena.

L’esposizione è promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali Veneto – Ministero della Cultura. In collaborazione con Fondazione Venetian Heritage e con il sostegno di Pomellato. Il nuovo percorso è un omaggio all’arte dell’incorniciare e, al tempo stesso, al mecenatismo contemporaneo.

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